Holding: Le Novità Normative dal 2024 e le Implicazioni per il 2025
Il 2024 ha segnato un importante cambiamento normativo per le società holding, con l’introduzione di nuove regole in materia di sanzioni, comunicazioni finanziarie e gestione dei rapporti societari. A partire dal 1° settembre 2024, il nuovo sistema sanzionatorio ha semplificato alcuni obblighi, ma ha anche introdotto elementi di maggiore rigore nelle verifiche. Ora, a inizio 2025, è il momento di fare il punto su queste novità e su come le aziende devono adeguarsi.
Dal 1° settembre 2024, il regime sanzionatorio per le holding è stato ridefinito per garantire maggiore proporzionalità ed equità. Tra i punti salienti:
Sanzioni più chiare e uniformi: ora vengono applicate a livello di comunicazione complessiva e non più per singolo dato errato o omesso.
Maggiore tutela per chi si adegua spontaneamente: il ravvedimento operoso consente di ridurre in modo significativo l’importo delle sanzioni, con riduzioni fino a 1/9 del minimo se la regolarizzazione avviene entro 15 giorni.
Cumulo giuridico: in caso di più violazioni nello stesso periodo, si applica una sola sanzione, calcolata sulla più grave e aumentata di un quarto fino al doppio.
Queste novità hanno ridotto il rischio di discrezionalità nelle sanzioni, creando un sistema più prevedibile per le imprese.
Le società holding sono tenute a rispettare nuovi criteri di comunicazione nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Alcuni aspetti chiave:
CRS/FATCA e comunicazioni negative: anche nel 2025, le comunicazioni relative ai rapporti con soggetti esteri rimangono obbligatorie. Tuttavia, è in corso un dialogo con l’Agenzia delle Entrate per valutare se le comunicazioni negative possano essere semplificate.
Partecipazioni e finanziamenti soci: devono essere comunicati solo se iscritti tra le immobilizzazioni. Se si tratta di strumenti finanziari iscritti nel circolante, l’obbligo decade.
Cash pooling: la gestione centralizzata della liquidità tra più società richiede una comunicazione chiara dei flussi, che deve essere effettuata dalla holding capogruppo.
Una delle tematiche più dibattute riguarda il test di prevalenza, necessario per stabilire se una holding rientri nella categoria delle finanziarie o non finanziarie. Questo test si basa su:
Valore delle partecipazioni iscritte nello stato patrimoniale: se supera il 50% dell’attivo, la società è considerata una holding.
Finanziamenti concessi alle partecipate: contano solo quelli direttamente correlati al rapporto di partecipazione.
Da questo aspetto derivano importanti conseguenze fiscali, che influiscono sull’applicazione dell’IRES e dell’IRAP.
Con l’entrata in vigore delle nuove normative, ecco alcune azioni da intraprendere per evitare sanzioni e garantire la conformità della holding:
- Verificare la corretta comunicazione dei dati finanziari: prestare attenzione a finanziamenti soci, partecipazioni e cash pooling.
- Effettuare il test di prevalenza: entro la chiusura del bilancio 2024, per determinare la corretta classificazione della holding.
- Applicare il ravvedimento operoso: se ci sono errori nelle comunicazioni del 2024, è ancora possibile regolarizzarle beneficiando di sanzioni ridotte.
- Monitorare gli aggiornamenti normativi: possibili semplificazioni sulle comunicazioni negative CRS/FATCA sono attese nei prossimi mesi.
Il 2025 inizia con nuove regole per le holding, che offrono da un lato maggiore chiarezza e dall’altro richiedono attenzione e tempestività negli adempimenti. Come sempre, una gestione proattiva degli obblighi fiscali e societari è la chiave per evitare problemi con l’amministrazione finanziaria e garantire il pieno rispetto delle norme.
Per approfondimenti o per un’analisi specifica della vostra holding, lo Studio Fantini è a disposizione per supportarvi in ogni aspetto della gestione e ottimizzazione della vostra struttura societaria.
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